Natale INsiEme

il Natale della Famiglia Lasalliana

A.s. 18/19

INVITO


A.s. 17/18

Natale Insieme 16 dicembre 2017

E' stata una bellissima mattina di amicizia, riflessione, testimonianza, preghiera e condivisione. Ecco alcuni pensieri di genitori che hanno partecipato:

 

"Per me era la prima volta e non sapevo cosa aspettarmi. Forse noia ... Poi sono stato letteralmente travolto dai pensieri, dai sentimenti che fluivano nell'aria, dalle testimonianze dei relatori, come correnti nel mare. Ora aspetto Pasqua con ansia ..." Giorgio

 

"E' stata una mattina gioiosa, grazie per avermi invitata."

Barbara

 

"La frase più bella? Quella di un padre il quale, vivendo un'esperienza di dolore incredibile, una tragedia famigliare, chiede a Dio: Come farai a rendermi felice adesso?

Perché lui sa che Dio vuole renderlo felice. E troverà il modo." 

Emma

 

Un pensiero da chi non ha potuto partecipare:

 

Stefania ci augura Buon Natale così:

“E' Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano;
ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare un altro;
ogni volta che volgi la schiena ai princìpi per dare spazio alle persone;
ogni volta che speri con quelli che soffrono; ogni volta che conosci
con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

Natale ogni volta che permetti al Signore di amare gli altri attraverso te.”

Madre Teresa di Calcutta

 

I professori del Gonzaga:

 

"Essere Lasalliani senza frontiere significa vivere appieno l'esperienza cristiana, per sua natura esodale. Chiamati da un Altro, che ha preso l'iniziativa su di noi e che abbraccia tutta la nostra umanità nell'amore incondizionato, noi rispondiamo con la nostra vita, cercando, riconoscendo e accogliendo Gesù nelle cose e nelle persone intorno a noi.

La comunità diviene così il luogo della nostra risposta a Cristo, alla sua chiamata d'amore che attrae e rimanda oltre noi stessi, ci butta fuori, ci decentra, innescando un esodo dell'io nel dono di sé per l'altro." 

Paola

 

 

MGL Movimento Giovani Lasalliani

Testimonianze sul tema pastorale 17/18 "Lasalliani senza frontiere":

 

 

"MGL risponde molto al tema pastorale di quest'anno: noi ragazzi facciamo e viviamo, insieme con i professori e i fratelli, un cammino di formazione che va oltre i banchi di scuola. Andiamo verso qualcosa di più grande, attraverso la gioia, il divertimento, la riflessione e la preghiera. Negli incontri locali, in quelli nazionali, nel volontariato e in momenti come il Natale Insieme. E questa è la bellezza della nostra esperienza."

Elena

 

"Parma 2015: l'incontro con gli altri giovani lasalliani mi ha cambiato la vita! Soprattutto nel modo di guardare e (non) giudicare le persone.

Sono stato accolto, per quello che sono, gratuitamente: questo mi ha cambiato! Una bellissima esperienza d'affetto, che si è ripetuta l'anno successivo a Torino. Ci siamo ritrovati come se fosse passato solo un attimo... L'affetto degli altri ragazzi mi ha cambiato, ha cambiato il mio modo di guardare e trattare le persone."

Riccardo

 

"Anche per me l'esperienza scolastica che ho vissuto, prima al San Giuseppe e poi al Gonzaga, è di sentirsi accolta e amata. La comunità scolastica fatta da tante persone così diverse che hanno in comune il desiderio del Bene.

Questa esperienza l'ho vissuta sia in classe con compagni e docenti, sia nel volontariato per aiutare chi è bisognoso, povero e solo. Ci si accorge così che gli ultimi non sono lontani, chissà dove, ma qui accanto a noi ogni giorno, sono il nostro prossimo. Ad esempio l'esperienza di volontariato a Palazzolo-don Gnocchi è piena di felicità, tanto che non vorrei finissero mai quei momenti. Si riceve molto, più di quanto si dà.

E' questa soddisfazione di sé che apre agli altri."

Federica

 

"Giunto al Gonzaga dopo una situazione di crisi e fallimento ho ricevuto un'accoglienza sorprendente e inaspettata che mi ha fatto sentire subito bene e mi ha permesso di ripartire aprendomi, di nuovo, agli altri, pieno di speranza.

Ho così sperimentato un cambiamento nella mia vita, riuscendo a vedere una comunità di persone accoglienti attorno a me. Al Gonzaga la comunione fra ragazzi, genitori e docenti si vede, si respira, si vive. Tanto che ci si sente in famiglia: la Famiglia Lasalliana."

Cristian

INVITO


A.s. 16/17

Natale Insieme 17 dicembre 2016

TESTIMONIANZA

Natale Insieme è stata una giornata bellissima!
Ecco le riflessioni di una mamma che ha partecipato:
Siamo a Natale, siamo alla fine di questo anno di Misericordia e sento il bisogno di ringraziare tutti quanti mi hanno accompagnata, per un attimo o per una vita, in questo anno. Grazie è una parola semplicissima, ma a volte facciamo fatica a pronunciarla, forse pensiamo sia tutto dovuto, forse non vogliamo ammettere che ci capita di avere bisogno d'aiuto? Sarebbe bello imparare a chiedere aiuto agli altri e a ringraziarli di cuore.

 

Oltre a ciò sento il desiderio e la gioia di ringraziare per il bel sabato mattina trascorso ad ascoltare e riflettere con la Famiglia Lassalliana.

 

Grazie al professor Rizzi per aver insegnato anche a noi genitori la differenza tra una buona prestazione scolastica e l'essere ricchi di tutto ciò che davvero serve per diventare persone e cittadini del mondo: leali, corretti, impegnati e quindi, perciò stesso e perciò solo, FELICI.
Troppe volte pensiamo che i nostri figli valgano solo se prendono ottimi voti, se arrivano primi nelle gare sportive. Li misuriamo, senza accorgercene, continuamente e loro credono di meritare il nostro amore solo se eccellono.
E' passato alla storia il professore che disse alla madre di Einstein "Il ragazzo è tonto!". La madre di uno dei più grandi geni della storia umana non buttò il figlio nel cassonetto. Per fortuna!

Grazie al professor Rizzi che ci ha spiegato come la rete sia uno strumento utile, da non demonizzare, ed è vero! Può essere un valido aiuto per gli esclusi: ho ben in mente una signora che non esce da 15 anni dalla sua casa e che, con gran pazienza e proprio attraverso le mail, ha accettato un percorso con un'educatrice e Whatsapp è per lei una finestra sul mondo. Come ogni cosa è proprio vero che va usata con "granum salis".

In questa mattinata è passato anche il senso delle cose, del provare, dello sperimentare e anche dello sbagliare come scuola di vita. Sbagliare per imparare dai propri errori. Certo, gli errori irreparabili vanno evitati. Per esempio il binge drinking e altre esperienze limite del genere, anche peggiori. I ragazzi però non le percepiscono più come esperienze limite. E nemmeno i genitori e neanche gli insegnanti. Ormai non c'è limite al peggio! E invece gli educatori, noi genitori insieme con gli insegnanti, dobbiamo prima di tutto trasmettere ai ragazzi il rispetto, per la vita! per se stessi e per gli altri, solo così non commetteranno errori fatali.

Fratel Gabriele, grande filosofo nella sua retrospettiva personale. Grazie per il suo essere uomo con le sue emozioni.

Queste emozioni che tanto fuggiamo, ancora una volta perché la società ci chiede di essere efficienti e perfetti, ed è questo che trasmettiamo ai nostri figli.... e quando si imbattono nelle emozioni crollano perché non sanno cosa siano e come si possano gestire. 


Professoressa Giovannelli: grazie per averci dimostrato che voi inseganti sapete a volte essere più attenti di noi genitori verso l'animo dei nostri figli.
Questi ragazzi che vivono alla giornata, senza passione, perchè non abbiamo saputo insegnar loro a vivere di semplicità, di serenità, di leggerezza e sincerità. Vogliamo troppo da loro, noi genitori, e a volte lo pretendiamo senza neppure essere lì al loro fianco.

 

Davvero questa mattinata è stata un insegnamento per noi genitori, che al fianco dei docenti possiamo fare la differenza nella crescita dei nostri figli. Insieme, ognuno nel proprio ruolo. Ma ciò accadrà solo se ci impegniamo, se ci siamo davvero. Come ha detto un'altra mamma presente: "Noi genitori dobbiamo avere il coraggio di metterci in gioco!"

 

Sereno Santo Natale a tutti!
Stefania B.

per chi c'era e per chi non c'era

e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera

TESTIMONIANZA

Sabato scorso ho avuto l’onore di partecipare al pranzo di Natale della San Vincenzo Giovani. Dico onore perché dopo tre ore passate ad aiutare i ragazzi sono tornata a casa con il cuore gonfio di orgoglio per questi giovani che ogni sabato confortano e sostengono le persone più sfortunate.

 

La povertà di oggi è  molto diversa da quella che immaginiamo, la fila che si forma davanti al portone della scuola non è formata da sfortunati senzatetto, ma da anziani che, con grande dignità, con il cappotto della festa, che ha visto giorni migliori, cercano un piatto caldo, qualche parola di conforto e un po' di coraggio per affrontare un'altra difficile settimana.

 

Sono i nostri anziani, la parte di noi più fragile, quelli che non arrivano a fine mese con la loro misera pensione e che mangiano una volta al giorno per poter pagare l'affitto o le bollette.

 

Quindi, grazie! a questo gruppo di ragazzi che hanno scelto di passare il sabato dando conforto a chi ne ha tanto bisogno.

Daniela M.

RIFLESSIONE

INVITO